Uso e manutenzione della stufa a legna

Una stufa artistica in ghisa

La stragrande maggioranza di chi possiede una stufa a legna vi confermerebbe che l’impegno profuso per la pulizia e la manutenzione del loro impianto viene ampiamente ripagato dal comfort e dal gradevole clima che questa è in grado di creare negli ambienti, ma è necessario un po’ di impegno nella manutenzione.

I primi “chilometri” con la nostra stufa a legna

Al contrario di tutti gli impianti automatici, vedi stufe a pellet o inserti che siano, le nostre stufe a legna hanno bisogno di un periodo di “rodaggio” per poter lavorare al meglio. Questo periodo serve a noi, per capire quando e come intervenire ed alla nostra stufa per assestarsi.

Un controllo costante ed una manutenzione periodica della stufa e dell’impianto fumario saranno garanzia di sicurezza ed elevata efficienza nel tempo.
La fatica ed il lavoro per fare manutenzione ordinaria e quotidiana alla stufa sono in realtà ben poca cosa nella stragrande maggioranza dei casi. Il tutto si riduce ad una periodica pulizia della bocca di fuoco ed un controllo visivo dei condotti

Grazie alle post combustioni che hanno incrementato i rendimenti delle moderne stufe oggi si presentano meno problemi legati alla presenza di ceneri residue rispetto ad un tempo. Anche il creosoto (croce di molti impianti) ha visto ridursi la sua formazione. Ispezioni e pulizie periodiche sono comunque da mettere in conto.

Non rimuovere la cenere

Qualunque stufa dotata di cassetto, atto alla raccolta della cenere, non deve essere svuotata mai completamente, attendete sino a che il cassetto contenitore sia pieno, poi eliminate una buona parte della cenere, ma lasciatene uno strato sul fondo, una base di cenere infatti, migliora la combustione, riflette il calore agendo come isolante ed evita che le braci ardenti vadano a diretto contatto con le pareti della stufa (questo ne allunga la vita). Negli impianti sprovvisti di cassetta raccolta cenere, questa, va rimossa con una spazzola ed una paletta è sempre comunque opportuno lasciare uno strato sul fondo della stufa, questo ovviamente vale per il periodo invernale, in cui la stufa è in funzione.

Se dovessero essere presenti in camera di combustione residui maggiormente tenaci potete aiutarvi nella pulizia con una spazzola metallica, questa va utilizzata con estrema cautela al fine di evitare di rovinare il refrattario interno e far volare cenere per tutta casa. Tenete a mente che durante la rimozione della cenere è opportuna che vi attrezziate con un secchio in materiale metallico, questo nel caso (piuttosto sovente) che all’interno della cenere siano ancora presenti delle piccole braci ardenti (le braci protette dalla cenere possono ardere a lungo, fate attenzione). Attendete prima di uno smaltimento ultimo almeno 48 ore.

Nel caso utilizziate legna di buona qualità potete riciclare la cenere nel giardino o nell’orto, è un ottimo fertilizzante a costo zero, essendo carica di potassio è ottima per le piante.

Kit per pulire la stufa

Un esempio di kit per la pulizia della stufa

Controllo periodico della stufa

Non meno di una volta l’anno, ovviamente più spesso se la stufa è sottoposta a ritmi gravosi di lavoro si rende necessaria una verifica ai componenti che caratterizzano la camera di combustione, il fondo della stufa, la griglia dove avviene la combustione, le eventuali pareti in refrattario, sono tutte parti soggette ad elevatissime temperature e quindi ad usura, non di rado sono soggette a deformazioni e corrosioni.

Verificare periodicamente, smontandolo, il deviatore fumi e pulire, togliendo tutte le parti smontabili interne della stufa, l’interno, “nudo”, dell’ impianto lo potete ripulire utilizzando una spazzola metallica non troppo aggressiva, se possibile arrivate sino all’uscita fumi in maniera da eliminare la maggior quantità possibile di incrostazioni e cenere che inevitabilmente intaserebbero la stufa limitandone il tiraggio.

Le stufe di materiale refrattario, se possibile, andrebbero una volta l’anno aperte e andrebbero ripuliti i giri fumo che la compongono, queste stufe in particolar modo non amano la legna resinosa, che, al loro interno tende a formare incrostazioni e creosoto difficilmente eliminabile senza incorrere nel rischio di rotture, aggiungo “dolorose”.

I sigillanti e le guarnizioni

Controllare o far controllare dallo spazzacamino le condizioni delle guarnizioni (solitamente sono quelle “cordicelle” in fibra ceramica che avvolgono gli sportelli dei nostri impianti) e il corretto movimento di tutte le parti mobili (sportelli, tiranti eccetera). Le guarnizioni mediamente hanno una vita di circa 3/4 anni ovviamente la loro durata varia in funzione di quanto la stufa viene usata, dalle disposizioni del produttore eccetera. Una guarnizione che al tatto non ha più elasticità va assolutamente cambiata, se non è elastica infatti non può fare tenuta.

Guarnizione per stufa

Guarnizione sportelli stufa

Le stufe in ghisa al momento dell’assemblaggio vengono legate con del mastice refrattario, è importante nel tempo verificarne le condizioni, nel tempo questo tende a seccarsi e se i componenti della stufa non sono perfettamente assemblati tra di loro possono dare luogo a fuoriuscite di fumo o ingressi non controllati di aria comburente, nell’eventualità potrebbe rendersi necessario un completo smontaggio della stufa. In tal caso l’operazione andrebbe preferibilmente affidata ad un professionista, che è sicuramente in grado di ripristinare il buon funzionamento del nostro impianto. Stufe di qualità garantiscono comunque anni ed anni di onorato servizio prima che si presenti un’eventualità di questo genere.

Come regola generale, se esce fumo lo sentite subito, se invece con il registro aria completamente chiuso la fiamma non tende ad abbassarsi ma rimane allegra e vivace è molto probabile che abbia ceduto una guarnizione sugli sportelli in qualche punto e che aria fresca filtri all’interno della camera di combustione. Se anche questo non dovesse bastare è possibile che il mastice utilizzato per sigillare si sia screpolato in qualche punto e va verificato.

Tubo di sigillante refrattario per Stufa a Legna

Un esempio di sigillante refrattario

Che fare se la stufa presenta tracce di ruggine?

L’acciaio e la ghisa sono i materiali con cui generalmente le stufe sono costruite, sono ottimi in quanto a resistenza al calore, ma non sono inossidabili. Succede sovente che dopo la pausa estiva o in case non abitate in maniera continuativa le nostre stufe presentino delle antiestetiche macchie di ruggine, la ruggine solitamente presente è superficiale e trattata con delle pagliette a maglia fine solitamente si elimina. In caso di ruggine persistente a volte è necessario ricorrere alla verniciatura del pezzo in questione.

Io personalmente nella stufa a pellet che abbiamo in ufficio a fine stagione dopo la pulizia interna inserisco un sacchetto di sali igroscopici, funziona.

Quando parliamo di pulizia intendiamo un’aspirata alla stufa internamente, una pulita ai vetri con un panno umido e assolutamente senza l’aggiunta di saponi o detergenti di alcun tipo.

Le stufe in terra refrattaria o cotto (sono le mie preferite) non hanno problemi di ruggine, ma scoloriscono, di tanto in tanto possono e devono essere ravvivate con delle vernici apposite da stendere a pennello assolutamente a stufa perfettamente fredda.

Le stufe ricoperte di smalto sono generalmente maggiormente protette, almeno esternamente, dall’aggressione della ruggine, pagano lo scotto di una maggiore delicatezza dei loro rivestimenti, sono infatti, maggiormente soggette a scheggiature dello smalto a seguito di urti. Un produttore di qualità, vi consegnerà insieme alla stufa, un kit da ritocco, con il quale ripristinare i danni eventualmente presenti. Per quanto riguarda la pulizia valgono anche in questo caso le solite regole.

Una stufa con trecce di ruggine

Una stufa in fase di restauro

Come pulire il vetro della stufa

Il vetro delle stufe si mantiene pulito con poche mosse, la migliore in assoluto è fare andare la stufa a regime con buona legna, così facendo il vetro non si sporca. Possiamo inoltre utilizzare della carta di giornale, non patinata, ma di quotidiano, leggermente inumidita e strofinata assieme alla cenere presente in camera di combustione sui vetri, sciacquare poi con poca poca acqua (altrimenti potrebbe generare ruggine). Inutile ma doveroso da parte mia ricordarvi che questo intervento va fatto a freddo. Recentemente ho visto in commercio delle micro pagliette che strofinate sul vetro staccano la fuliggine senza rigare o intaccare il vetro sottostante.

Puliza del vetro di una stufa con carta e cenere

Pulizia del vetro della stufa

Creosoto: cos’è e perchè è il peggior nemico della vostra stufa

Secondo Wikipedia il creosoto è il nome comune di diversi prodotti, di differente composizione, derivanti dalla distillazione o di legna, o di catrami minerali.

I depositi di creosoto nella canna fumaria sono molto pericolosi perchè possono ostruire la normale fuoriuscita dei fumi e cominciano a formarsi quando la temperatura della canna fumaria scende sotto i 150 °C. Per far si che non si formino è importante che la stufa lavori a regime il più a lungo possibile.

Nell’esigenza di tenere accesa la stufa tutta la notte, sarà pressoché obbligatorio chiudere i registri aria e posizionarli al minimo, per prolungare al massimo i tempi di combustione, dopo aver caricato la stufa per la notte, è opportuno far andare l’impianto alla massima potenza per un po’ così da far evaporare quanta più umidità possibile dalla legna stessa e ridurre al minimo la possibilità di formazione di creosoto. Al risveglio è importante riavviare immediatamente al massimo la stufa così da bruciare l’eventuale creosoto formatosi..

Un tubo pieno di creosoto

Tubo ostruito dal creosoto

Comunque la vogliate vedere sappiate che anche le migliori stufe che bruciano la migliore legna si sporcano e sporcano i tubi e le canne fumarie, con qualche incrostazione anche di creosoto, è indispensabile quindi una regolare pulizia.

Solitamente la canna fumaria viene pulita una volta l’anno, più spesso i tubi specialmente se l’uso è quotidiano ed intenso o se si brucia del legno resinoso o non ben secco. La pulizia, almeno quella dei tubi, se siete volenterosi ve la potete fare anche da soli, sappiate che solitamente le mogli si inc…..no parecchio per lo sporco che inevitabilmente farete in casa, oppure se volete risolvere senza sporcare nulla telefonateci.

In un precedente articolo abbiamo trattato nel dettaglio alcuni kit per la pulizia fai da te, alcuni più professionali altri meno, ma tutti decisamente economici e funzionali. In breve vi ricordo che, se la canna è in muratura sarà opportuna una spazzola in acciaio, se invece la canna fumaria è in materiale inox sicuramente una spazzola in materiale plastico sarà l’ideale. Vi rimando per ulteriori chiarimenti all’articolo dove vi ho dato qualche consiglio se volete pulire il camino in autonomia.

Salite sul tetto solo se questo è in piano e siete in assoluta sicurezza, non andateci mai da soli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *