Stufa pirolitica

La stufa pirolitica a fiamma inversa

Come funziona una stufa pirolitica? è davvero conveniente?

Ultimamente si sente un gran parlare di un prodotto, una stufa ovviamente, da noi ancora poco conosciuta, ma che sta scuotendo il mondo degli impianti a biomassa, stiamo parlando della stufa pirolitica. Il fenomeno della piroscissione o pirolisi lo abbiamo già trattato in un precedente articolo, se vuoi saperne di più vai a: La pirolisi.

Diamoci una breve spiegazione di che cosa la pirolisi sia, così saremo poi facilitati nella comprensione di come una stufa pirolitica funziona. Possiamo affermare senza paura di smentita alcuna che l’uomo utilizza la pirolisi da tempo immemorabile per generare calore. Altro non è che un processo chimico.

Se poniamo delle biomasse all’interno di un recipiente e poi procediamo a scaldarle, sino ad arrivare a temperature oscillanti tra i 300 e 400 gradi centigradi, queste inizieranno a generare calore ed ulteriori due prodotti, i gas, che poi utilizzeremo per la combustione ed il biochar o carbone vegetale, unica risultante solida di questo processo.

È condizione indispensabile che questo procedimento avvenga in totale assenza di ossigeno. Avete presente una carbonaia? Quella è una “primitiva” ma efficace forma di pirolisi.

Una carbonaia funziona a pirolisi

Una carbonaia accesa

Come funziona una stufa pirolitica da interni

La stufa pirolitica è una stufa a gas che non utilizza il gas strano giro di parole per cercare di spiegare come funziona questa meraviglia. Mi spiego meglio, la stufa pirolitica non utilizza solamente il calore sprigionato dalla biomassa, ma sfrutta in maniera esemplare e totalmente i gas emessi dalla combustione della biomassa stessa.

Bisogna sapere che qualunque biomassa, all’atto della combustione, emette dei gas, se correttamente convogliati, possono essere bruciati così da aumentare notevolmente i rendimenti delle stufe. Una stufa tradizionale a legna, o pellet che sia, brucia non più di un 35% di questi gas, il resto se ne va incombusto lungo la canna fumaria.

Tanta meraviglia potrebbe indurci a pensare che la stufa pirolitica sia un prodotto estremamente complesso, delicato ed accompagnato da un libretto di uso e manutenzioni dalle dimensioni enciclopediche. Sbagliato.

Particolari costruttivi di una stufa piroscissione

Componenti di una stufa pirolisi

La stufa pirolitica ha una struttura semplice, nel suo insieme, facilmente assemblabile, fondamentale è che sia fornita di una qualunque forma di aereazione alla base della stessa che permetta una corretta regolazione della quantità di aria, di un basamento, di un tubo di dimensioni adeguate all’impianto che vogliamo produrre e di un coperchio superiore di chiusura da utilizzare dopo l’accensione delle biomasse così da impedire il contatto tra biomassa ed ossigeno.

Schema di funzionamento di un impianto a pirolisi a fiamma inversa

Indispensabile in questo tipo di impianti, è la costruzione di un contenitore dedicato unicamente alla carica della biomassa, dotato di coperchio che lo renda stagno ed atto alla combustione della stessa.

Per ottenere la piroscissione o pirolisi necessitiamo di una pre-accensione delle biomasse all’interno del contenitore, una volta reso stagno con il coperchio dedicato, queste inizieranno a produrre gas spontaneamente ed in maniera ecologica.

Trascorsi alcuni momenti dall’accensione e chiudendo il coperchio, le fiamme cesseranno di ardere, ma il processo di combustione continua. Attivando la pirolisi e la formazione dei gas, che brucieranno in una camera adiacente genererando una notevole quantità di calore.

Il processo attivato si autoalimenterà sino alla completa consunzione delle biomasse, unico residuo peraltro biologico sarà il biochar, tra l’altro ottimo fertilizzante.

Biochar dal pellet

Biochar di pellet

Il processo di combustione che abbiamo così ottenuto è caratterizzato dall’assenza di fumi, il fatto che non via sia emissione di fumi potrebbe, dico potrebbe, rendere inutile la costruzione di una canna fumaria.

Il rendimento della stufa a pirolitica

Il rendimento di una stufa a piroscissione può raggiungere picchi vicini al 90%, se a questo aggiungiamo il valore aggiunto del biochar, che ricordo essere un ottimo fertilizzante, possiamo affermare che la stufa pirolitica da interni al momento rappresenta in assoluto la più ecologica fonte di riscaldamento domestico.

Una serie di caratteristiche che avrebbero dovuto decretare un successo planetario alla stufa pirolitica, in realtà la stufa pirolitica non è particolarmente diffusa, questo nonostante sia alimentabile con qualunque tipo di biomassa.

Biomasse, pllet, cippato, nocciolino

Alcuni esempi di biomassa

Non necessita di impianti particolarmente sofisticati, volendo può funzionare senza canna fumaria (almeno quando la pirolisi è attivata) ed ultimo ma non ultimo non è assolutamente vincolata all’energia elettrica, un impianto quindi in grado di diffondere grandi quantità di calore anche in caso di black out energetico.

Di riferimento nel panorama mondiale delle stufe pirolitiche è la produzione dell’Americano Nathaniel Mulcahy che con la sua Lucia Stove è e rimarrà ancora a lungo un innovatore nel settore. Ovviamente un genio del genere benché Americano di origine, vive in Italia ormai da 15 anni.

Nathaniel Mulchay l'inventore della lucia stove

Nathaniel Mulcahy

Lo sapevate che siamo i maggiori ed i più importanti costruttori di stufe al mondo?

Fateci sapere.

 

Scritto da: Manlio Marta

Summary
Stufa pirolitica
Article Name
Stufa pirolitica
Description
La stufa pirolitica: brevi cenni sulla pirolisi, applicazioni per uso domestico, considerazioni sull'ecosostenibilità di un impianto a piroscissione.
Author
Publisher Name
Gli Spazzacamino

9 Comments

  1. Anselmo ha detto:

    Direi che Nathaniel Mulcahy è un genio, con la sua Lucia Stove si potrebbe ridurre notevolmente l’emissione di anidride carbonica, prodotta dalla biomassa utilizzata per alimentare stufe e caminetti, riducendo di molto l’inquinamento attribuito all’utilizzo di legna e pellet.
    Altra cosa importante potrebbe risolvere il problema della condensa nei condotti di scarico, dove si formano residui granulari e polveri oltre a colate di pece nera catramosa.

  2. PAOLO REVELLO ha detto:

    Grazie per la spiegazione ma non ho ancora capito se si trovano in commercio.
    Chi le vende? Marchi?
    Fatemi sapere
    Grazie ciao

  3. Alberto Giannullo ha detto:

    mi sono auto costruito una pirolitica contenente a freddo circa sei/sette kg di pallet e funziona alla grande. Unico problema è che una volta spenta la fiamma il residuo carbonoso del pallet resta molte ore incandescente e lo smaltimento dello stesso è per me un problema dato che ho provato a toglierlo manualmente e nello momento ha iniziato ad emanare molta anidride carbonica pericolosa, senza contare che lo smaltimento residuo è ancora al suo interno incandescente dopo 48 e più ore: che fare? bagno il tutto?

    • renzo ha detto:

      il residuo non è altro che carbone acceso, come quello del barbecue; devi spegnerlo con acqua oppure chiamare gli amici per farvi una bella grigliata 🙂

  4. angelo zardi ha detto:

    Salve a tutti , essendo un profondo conoscitore dei sistemi pirolitici volevo informarvi che esiste una domanda di brevetto Italiano già approvato in sede di esame all’EPO (Europian Patent Office) ed in corso di concessione , lo stesso è già in fase di estensione Europea e ha già superato la fase preliminare con approvazione e già pubblicato sul sito istituzionale EPO , questo brevetto descrive una stufa in piro-gassficazione che a differenza di tutte quelle ideate in precedenza supera i problemi delle stufe pirolitiche ossia : combustione a carica unica , combustione non alimentabile , spegnimento volontario non attuabile, combustione in 2 fasi separate 1 pirolisi 2 gassificazione ,ecc., questa stufa è come una normale stufa a pellet con serbatoio ma lavora in continuo e a fasi contemporanee = pirolisi + gassificazione e si può fermare a piacimento , senza uso di corrente , ha una resa notevole e i fumi testati in laboratorio sono meglio della 5 stelle (la massima categoria ) , chi vuole vederla può andare sul mio canale YouTube e cercare Zardi Angelo , io l’ho già testata per 4 inverni a casa mia dato che ne sono l’inventore e sto cercando chi la voglia commercializzare . Grazie dell’attenzione .

  5. vito giannuzzi ha detto:

    Ciao
    mi interessa molto, le vandi? prezzo?
    ciao grazie

  6. Guido ha detto:

    Buona sera,
    Ho una serra che ho tentato di riscaldare con la stufa cippatina CSTHERMOS, è stato un disastro, ho ha disposizione molto cippato prodotto da me stesso di vari tipi di legno. La stufa è un disastro, tutto provato tramite un tecnico di fiducia della stessa ditta. Alla fine mi sono arreso.
    Adesso ho pensato a questa soluzione di stufa pirolitica, ma ho ancora molti lati oscuri.
    Per esempio quanto dura un pieno di cippato, quanto calore può produrre, tempi di pulizia e ricarica?
    Se qualcuno mi illumina, gliene sarei grato.
    Cordialità.

    • Lucia Bazgu ha detto:

      Salve,dopo due anni di studi,prove,etc,ho inventato,tre tipi di bruciatori,per pellet,brichetti,e cippato,presto presenterò il brevetto, mi contatti in privato,lucia.bazgu@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *