Come pulire una stufa in ghisa (o “ferraccio”)

Un camino acceso in ghisa aperto

Trattiamo oggi di oggetti per così dire appassionanti, quasi da amatori, spesso le stufe in ghisa sono verniciati con decori che le abbelliscono sino nei minimi particolari. I camini in ghisa hanno nondimeno l’importante caratteristica di protrarre per lungo tempo il diffondere del calore residuo della combustione anche dopo lo spegnimento.

Belli si, ma come prendercene cura e pulirli senza rovinarli?

La ghisa chiamata anche ferraccio (da cui il titolo dell’articolo), sino al XIX secolo,  a causa della sua peggior lavorabilità e minor qualità rispetto al più pregiato acciaio dolce è in realtà una lega ferro-carbonio con un tenore di carbonio relativamente alto (lega ferrosa) si ottiene con il trattamento a caldo dei minerali ferrosi.

Il “ferraccio” viene lavorato e prodotto in siderurgia, negli altiforni utilizzando la combustione del carbon cook  e la riduzione degli ossidi di ferro che vengono a contatto con esso. La sua “estrazione” avviene nelle fasi intermedie della lavorazione degli acciai. Gli utilizzi della ghisa spaziano in tutti i settori della nostra vita quotidiana, dai termosifoni agli utensili da cucina, alle stufe e camini appunto.

Diversamente dall’acciaio la ghisa ha caratteristiche di durezza maggiori ed è maggiormente resistente all’abrasione, risulta ben più fragile però. Un delle caratteristiche maggiormente apprezzate della ghisa è la sua estremamente limitata dilatazione termica (al variare delle temperature non modifica significativamente la sua forma)per questo motivo è sovente utilizzata in tutti quei prodotti che vengono a contatto con il fuoco. Per finire la ghisa risulta particolarmente economica, i principali tipi di ghisa sono:

  • Ghisa bianca
  • Ghisa duttile
  • Ghisa malleabile
  • Ghisa grigia

Come abbiamo appena scritto essendo la nostra ghisa estremamente resistente al calore e non subendo dilatazioni termiche viene spesso utilizzata nella produzione di stufe e camini preferendola ad altri materiali. Il risultato sono camini e stufe molto belli e spesso anche piuttosto costosi. Dicevamo che sono prodotti “romantici” la cui presenza nelle nostre abitazioni contribuisce ad impreziosire la casa ed a renderla maggiormente confortevole. Questi manufatti hanno anche l’importante caratteristica di continuare a diffondere il calore residuo per lungo tempo dopo la fine della combustone, sono quindi economici. Possedere una stufa di ghisa rende l’ambiente in cui è posizionata sicuramente molto particolare, queste stufe però pur essendo estremamente resistenti e longeve, necessitano di un’adeguata manutenzione e pulizia.

Crogiolo di ghisa in fusione nell'altoforno di una fonderia

Ghisa in fusione

Come pulire una stufa in ghisa?

La prima cosa che salta all’occhio in questi prodotti, dopo un uso intenso, è l’usura delle parti esterne superficiali che perdono la loro iniziale lucidità, questo perché i trattamenti esterni che la ghisa subisce in siderurgia non sono purtroppo eterni. Ordine tassativo per tutti in caso di pulizia della ghisa è: mai e poi mai usare acqua particolarmente nelle parti lucidate, la ghisa venendo a contatto con l’acqua tende immediatamente a formare la ruggine, le antiestetiche macchie che ne derivano sono oltremodo fastidiose da togliere.

Una lastra in ghisa del camino intaccata dalla ruggine

Lastra di ghisa intaccata dalla ruggine

La ghisa di suo si sporca facilmente poichè la fuliggine e la cenere che inevitabilmente vi si depositano tendono ad incollarsi creando una patina opaca e scura piuttosto difficile da togliere specie se le pulizie sono diradate nel tempo e non costanti. In commercio si trovano svariati prodotti più o meno adeguati, dagli spray, alle soluzioni liquide che aiutano a velocizzare gli interventi di manutenzione, i prodotti solitamente vengono applicati utilizzando un panno morbido per le parti esterne, all’interno invece in caso di sporco particolarmente coriaceo è possibile utilizzare spazzole con setole abrasive o comunque piuttosto dure.

Stufa in ghisa antica ristrutturata

Cucina economica in ghisa antica

La scelta ecologica

Per i più attenti all’ambiente e per chi preferisce utilizzare prodotti o sostanze non chimiche la scelta dei prodotti per pulire la nostra stufa risulta ampia, a cominciare dall’aceto che, avendo proprietà disincrostanti, steso utilizzando un panno morbido è ottimo per le superfici esterne. Per le griglie delle cucine economiche, il detersivo dei piatti, utilizzato per strofinamento con le spugne abrasive (quelle per lavare le stoviglie) e con dell’olio di gomito porta ad ottimi risultati. Altra sostanza interessante è il bicarbonato che sciolto con poca acqua e passato con una spugna aiuta molto, in caso di sporco ostinato, sarà bene ripetere l’operazione più volte avendo cura di volta in volta di asciugare bene. Il sapone di marsiglia infine in tutte le sue forme (liquido ed in saponette) è un ottimo espediente per la manutenzione e pulizia di tutte le pareti esterni della stufa.

Se avete ulteriori suggerimenti o consigli scriveteci.

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