UNI 10683 Normativa su canne fumarie ed impianti. Facciamo chiarezza.

Scarico a tetto e scarico a parete cosa cambia con la normativa UNI10683

La normativa UNI 10683 del 2012 in materia di scarico fumi degli impianti di riscaldamento ha apportato delle modifiche importanti riguardo il luogo fisico in cui è possibile installare la canna fumaria per lo scarico fumi.

Con la precedente normativa era possibile eseguire dei lavori per lo scarico fumi di stufe, camini o caldaie a parete, mentre ora ne è sancito il divieto, considerando a norma di legge solo lo scarico a tetto.

La norma UNI 10683:2012 “Generatori di calore alimentati a legna o altri combustibili solidi. Verifica, installazione, controllo e manutenzione” in vigore dall’11 Ottobre 2012 sancisce in modo particolare regole, divieti, consensi sul funzionamento, installazione e scarico fumi degli impianti di riscaldamento a combustibili solidi.

Cruciale è la sezione in cui si parla dello scarico fumi. Se nella precedente normativa era consentito anche a parete con l’entrata in vigore della UNI 10683 lo scarico fumi è possibile solo a tetto.

Cosa definisce la normativa?

La norma UNI 10683 definisce i requisiti necessari agli impianti di riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria di potenza termica nominale inferiore a 35 kW alimentati con biocombustibili solidi. Tali requisiti riguardano la verifica, l’istallazione il controllo e la manutenzione degli impianti.

A chi si applica la UNI 10683:2012?

  • agli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria con apparecchi alimentati manualmente
  • agli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria con apparecchi a caricamento automatico
  • agli apparecchi costruiti o assemblati in opera o su misura; includendo anche gli apparecchi descritti nella UNI EN 15544

Cosa cambia in sostanza?

Secondo le direttive della normativa UNI 10683, tutte le tipologie di impianti di riscaldamento centralizzati, installati sia in unità abitative singole che in condomini, devono essere dotate dello scarico fumi oltre la sommità del tetto.

Le indicazioni a riguardo delle modalità dello scarico fumi e delle eventuali eccezioni sono contenute nella nuova Legge 17 dicembre 2012 n. 221, il “Decreto Crescita-bis” in cui si specifica l’obbligo dello scarico a tetto.

Non è più possibile lo scarico a parete?

Lo scarico a parete è possibile solo per gli impianti di riscaldamento installati in strutture con più unità abitative in cui si sceglie di installare un generatore di calore a gas a condensazione ad elevata efficienza energetica.

Ovviamente lo scarico fumi in facciata o a parete non deve violare le norme di sicurezza e di igiene vigenti, rispettando le distanze di posa e/o aperture su altre abitazioni.
Il percorso dei fumi di scarico dal punto finale del terminale di fumi al punto di sbocco deve essere di almeno 2 metri.

Conclusioni

Chiunque abbia intenzione di costruire o installare un camino, una stufa, una caldaia o un forno deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti.

La tipologia di caldaia installata nella nostra abitazione o in condominio deve prevedere un condotto fumi con scarico a tetto.

In ogni caso, lo scarico dei fumi di una caldaia o di qualsiasi impianto termico è sancito e regolato dalla norma sugli impianti gas, la UNICIG 7129/08, la quale presenta anche delle eccezioni e i casi particolari come negli impianti di riscaldamento di centri storici, zone particolari della città o nel caso di sostituzioni di caldaie a camera aperta (ora sostituite con le caldaie a camera stagna e tiraggio forzato).

Ciò significa che, nel caso di edificio con più unità abitative, la soluzione per lo scarico fumi è la costruzione di una canna fumaria collettiva per un unico impianto gas condominiale.

Per ulteriori approfondimenti su questa normativa ti invitiamo a scaricare il pdf cliccando qui.

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