Stufe, Camini, Caminetti e… inquinamento

Stelle per la valutazione della qualità degli impianti fumari

Per abbattere l’inquinamento da polveri sottili le stufe ed i caminetti alimentati a biomassa (pellet o legna che sia) devono diventare maggiormente ecologici.

La classificazione in stelle (da a 1 a 5 stelle) aiuta a comprendere quanto l’impianto sia pulito. Dal primo ottobre 2018 ne vengono richieste almeno 3 per le nuove installazioni, questo almeno in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Le stelle rappresentano la certificazione degli impianti di seguito i valori:

  • 2 stelle: Indicano stufe ed inserti capaci di ridurre le emissioni di polveri del 40% nel caso del pellet e del 46% nel caso della legna rispetto ad apparecchi con una sola stella.
  • 3 stelle: Indicano inserti e stufe alimentati sia a legna che a pellet che garantiscono una riduzione dell’emissione di polveri pari al 60% in meno rispetto ad impianti ad una sola stella.
  • 4 stelle: Vengono concesse le quattro stelle a tutti gli impianti sia a legna sia a pellet in grado di abbattere l’emissione delle polveri in atmosfera del 70% rispetto ad impianti con una sola stella.

Un camino che fa fumo emette anche polveri sottili

Che caratteristiche devono avere stufe e caminetti per non rilasciare troppe polveri sottili?

L’Italia è sotto procedura d’infrazione per i troppi sforamenti da parte della Ue. Come deve comportarsi allora un consumatore prima di accingersi all’acquisto di un impianto?

Oggi è fondamentale accertarsi che la stufa o il caminetto abbia almeno 3 stelle. Questo infatti è già obbligo di legge almeno in alcune regioni Italiane perlomeno quelle del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto) in queste regioni dal primo ottobre scorso è fatto obbligo di installare generatori a biomassa (legna o pellet) che abbiano 3 stelle o categoria superiore.

Dal primo gennaio 2020 saranno accettati solo impianti a 4 stelle o superiori. Il percorso ormai appare chiaro per gli impianti a biomassa che hanno la caratteristica di riscaldare tanto e far risparmiare danaro alle tasche degli Italiani, ma che ahimè rilasciano in ambiente troppo particolato se non sono impianti di nuova concezione. Le stelle indicate nella documentazione fornita dal costruttore a corredo dell’impianto, corrispondono alla sua classificazione ambientale che il ministero ha introdotto con decreto n. 186 del 2017 e vanno da 1 a 5.

Maggiore è il numero di stelle minori sono le emissioni inquinanti rilasciate e maggiore è il rendimento dell’impianto generatore di calore.

Obbiettivo comune delle quattro regioni che sono partite per prime con questo progetto è quello di abbattere la cappa di polveri sottili che grava sulla pianura padana sostituendo progressivamente i vecchi caminetti e stufe con impianti di nuova generazione. Si è calcolato che oltre il 40% delle particelle di Pm 10 presenti in zona è dovuto al riscaldamento a biomassa.

Ecco alcuni dati per capire meglio di cosa stiamo parlando:

Le emissioni di un caminetto classico, quello aperto e buono solo per le bistecche per intenderci vengono stimate in 2880 tonnellate di Pm 10 all’anno, quelle di una stufa a parità di materiale combusto sono pari a 1228 tonnellate. Un impianto a metano emette circa 17 tonnellate di Pm 10 ( i dati risalgono all’anno 2013 e sono fonte Arpa).

Un po’ meno polveroso di una stufa a legna risulta essere un inserto camino prefabbricato, valori decisamente più bassi vengono attribuiti a stufe a pellet o cippato (il cippato altro non è che legno in scaglie).

Le stelle assegnate ad i nuovi impianti, la crescita tecnologica quindi, consentirà assieme alle scelte consapevoli degli utilizzatori di abbattere i valori delle polveri sottili e dunque migliorare la qualità dell’aria delle nostre città. Ma di quanto?

Per farci un’idea, un camino a due stelle ha un rilascio pari a 60 milligrammi per metro cubo di legna, mentre un camino a quattro stelle emette in atmosfera solo 20 milligrammi per metro cubo. Tre volte meno!

Un caminetto di nuova generazione

Obblighi di legge, divieti e libero utilizzo di caminetti e stufe

Il periodo a cui andiamo incontro è il più critico dell’anno per i valori di smog ed inquinamento dell’aria, come molti di noi sanno vi sono dei divieti e degli obblighi temporanei quando i valori di Pm 10 superano il tetto previsto. Esistono inoltre obblighi e divieti annuali. Le normative variano anche notevolmente da comune a comune. La qualità dell’aria viene comunicata città per città sui siti delle varie regioni di appartenenza, nonché spesso dai media locali.

Le normative differiscono in base alle delibere regionali ed ai livelli d’ inquinamento delle varie aree di appartenenza. In Emilia Romagna ad esempio per chi risiede sopra i trecento metri di altitudine non vi sono limitazioni all’uso di camini o stufe se queste sono l’unica fonte di riscaldamento, dunque se in casa non avete termosifoni potete tranquillamente usare la stufa. Viene concesso l’utilizzo libero anche per gli impianti con due stelle, (questi sono la stragrande maggioranza degli impianti relativamente recenti) tenete conto però che dal prossimo ottobre ne serviranno almeno tre di stelle.

Vengono confermati come lo scorso anno invece le restrizioni per gli impianti ad una sola stella nei comuni sotto i trecento metri di altitudine.

Teniamo presente che l’aria è un bene comune capace di circolare ovunque senza restrizioni o confini regionali, tenerla pulita e preservarla è un dovere di tutti noi, pensiamoci prima di buttare qualunque cosa nel camino o nella stufa.

Questo articolo è solo una piccola guida pratica, rivolgetevi sempre e comunque ai vostri uffici comunali per le istruzioni del caso e le normative vigenti al momento.

Se, come noi, sei attento all’ambiente considera che anche lo stato di pulizia della tua canna fumaria incide sull’inquinamento del tuo impianto fumario.

 

Scritto da: Manlio Marta

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Gli impianti fumari sono classificati anche rispetto al grado di inquinamento. Scopri perchè e cosa dice la legge riguardo i gradi di emissione delle PM10.
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