Lo spazzacamino porta davvero fortuna?

Uno spazzacamino ed il comignolo

Perché si dice che gli spazzacamini portano fortuna e da cosa nasce questa credenza popolare?

Legenda vuole  (e come tale prendetela) che nonostante un retaggio antico fatto di sofferenze, fame e paura lo spazzacamino porti fortuna, incontrarlo, toccarlo porta bene. Baciarlo addirittura, nonostante la fuliggine, ci invada, assicura o almeno assicurava fortuna e benessere a chi aveva tanto ardire…..

Una vicenda, sembra realmente occorsa, intorno al 1600 racconta di uno spazzacamino, ovviamente un ragazzino, che, mentre lavorava al palazzo del Louvre a Parigi, (palazzo nel quale ai tempi risiedevano i sovrani ed i dignitari ospiti) dall’interno di una canna fumaria che stava pulendo, (quindi non visibile ai presenti in sala) venne a sapere della preparazione di un attentato alla vita del Re Luigi XIII.

Re Luigi XIII
Il Louvre ieri

Informato il Re, lo spazzacamino come ricompensa per aver salvato la vita al sovrano, ebbe, per mano della regina, l’opportunità di poter commerciare ed operare liberamente in tutto il territorio del regno.

Uno spazzacamino che urla

La possibilità venne in seguito data a tutti gli spazzacamino di Francia che ebbero così modo di espandersi.

Nei paesi nordici lo spazzacamino è da sempre ritenuto portatore di fortuna, la cosa probabilmente era dovuta al fatto che, essendo la stragrande maggioranza delle case fabbricate in legno, il rischio di incendio con ricadute gravi anche sulle abitazioni adiacenti era sempre presente.

Il sevizio di pulizia e prevenzione delle canne fumarie offerto dagli spazzacamino era quindi fondamentale per la sicurezza di tutta la comunità, assicurando benessere e prosperità.

Anche oggi nel terzo millennio, la figura dello spazzacamino, è rimasta poetica ed “antica” anche se ormai si utilizzano strumenti di ultima generazione come telecamere, aspiratori e spazzole elettriche. Il vederli su tetti a svolgere il loro lavoro mentre guardano il panorama circostante come solo i gatti possono fare (magari neri anche loro) commuove sempre un po’.

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